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Vaccini, caos totale, tra seconde dosi differenziate e regioni in protesta

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Ormai sui vaccini regna il caos. Il caso Astrazeneca, la seconda dose differenziata (sulla cui efficacia non vi è certezza), le diverse posizioni (ed azioni) delle Regioni e dei medici, la variante indiana (o Delta) stanno preoccupando non poco la popolazione, con il rischio di pericolosi rallentamenti nella campagna vaccinale nazionale.

La decisione del Ministro Speranza di vietare la somministrazione del vaccino Astrazeneca per chi ha meno di 60 anni ha messo in difficoltà le regioni ma non è l’unico problema della campagna vaccinale. A complicare le cose una serie di imprevisti tra cui la decisione dell’Aifa di approvare la vaccinazione eterologa: ossia la sostituzione del richiamo di AstraZeneca con un vaccino diverso, a base mRna.

Questione molto complessa al punto che alcune regioni hanno fatto valere la loro autonomia cercando di fare resistenza verso le disposizioni di Governo.

La Puglia guidata da Emiliano e Lo Palco nonostante le raccomandazioni dell’Aifa e del Ministero della Salute ha lasciato aperta la possibilità di fare i richiami con AstraZeneca a fronte però di una scrupolosa valutazione medica. La Campania che inizialmente aveva deciso di andare contro le direttive del Governo rifiutando la vaccinazione eterologa perché sperimentata su un campione ridotto di persone, adesso si è allineata accentando il mix e dando lo stop ad AstraZeneca ma anche a Johnson&Johnson per gli under 60. In Lombardia invece si allungano di qualche giorno i tempi per i richiami con Astrazeneca che riprenderanno il 17 giugno ma solo per i più anziani,

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