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Genova ‘città fragile’. Parte la ‘chiamata’ agli architetti

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Trompetto, città è esempio di imprevidenza e resilienza

(ANSA) – GENOVA, 09 FEB – Una call – ovvero una chiamata alla partecipazione – per mettere in luce ciò che del tessuto urbano rimane spesso in ombra; quei luoghi irrisolti e preziosi tipici di una città metropolitana ricchi di potenziale, quegli spazi “fragili” di cui bisognerebbe prendersi cura. È questa l’iniziativa lanciata dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Genova (FOAGE), all’interno del programma culturale FRAGILE: una call a un concorso grafico / fotografico, aperta a tutti coloro che si occupano e si interessano di architettura, grafica, fotografia, illustrazione e arte visiva, per acquisire contributi finalizzati alla realizzazione di una campagna di immagini centrata sulla fragilità urbana. Genova e la sua area metropolitana è il luogo a cui la call si riferisce. Qui gli spazi interstiziali, le rilevanze storiche trascurate, il sistema delicato del verde urbano e periurbano, la soglia della linea di costa tra natura e aree portuali o industriali, sono solo alcuni dei possibili spunti che il nostro territorio può fornire. Genova ha le potenzialità per costituire un laboratorio nel quale sviluppare ragionamenti, riflessioni e proposte anche di carattere più generale. Questo è il vero scopo della call “Genova città Fragile”. “Riteniamo che il tema della fragilità possa essere affrontato a Genova con grande efficacia. – afferma Lorenzo Trompetto, Presidente di FOA Genova – La nostra città, al tempo stesso esempio di imprevidenza e resilienza, dipinta dai media come luogo di catastrofi è stata poi eletta a modello organizzativo di riscatto nell’ambito della ricostruzione del Ponte Morandi. Per via di questa natura precaria e di uno sviluppo in controtendenza, Genova può diventare un laboratorio, un format di sviluppo che possa contrapporsi all’espansione speculativa tipica delle metropoli internazionali attraverso un progetto collettivo e non come semplice modello di gestione emergenziale”. (ANSA).   

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